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di Giancarlo Nicoli

Cosa non si fa per attaccare Beppe Grillo!

La notizia è riportata da Dagospia, ieri:

A cura di Mauro Anselmo per “Panorama” in edicola domani

1 – FINI, STOCCATE A GRILLO E MORETTI…
Fu Indro Montanelli a scrivere la prefazione al volume “Il conformista” di Massimo Fini pubblicato nel 1990 dalla Mondadori e ora ristampato dalla Marsilio. Un volume con gli articoli scritti da Fini negli anni dal 1979 al 1990, in una riflessione graffiante, ironica, a volte cattiva, su eventi, politica, mode, protagonisti, finti anticonformismi (e per questo, come spiega Montanelli, il titolo scelto da Fini fu proprio “Il conformista”) degli anni Ottanta. Il libro non ha perso nulla della verve polemica. A rileggerne le pagine non solo si rivivono quegli anni in una prospettiva nuova e, sotto certi aspetti, istruttiva, ma si incontrano anche protagonisti di allora che sono ancora sotto i riflettori.
Ecco come Fini definiva Eugenio Scalfari, nell’agosto 1986: «Il direttore della Repubblica, noto per la destrezza e la velocità nel cambiare opinione facendo finta di nulla». E Beppe Grillo (marzo 1989): «Quando Grillo va a Sanremo, e spara a zero sul Festival, non fa un atto di coraggio, fa pena. Perché ne diventa, per ciò stesso, un ingranaggio. Perché lo legittima. Perché con la sua intelligenza, ne accredita l’imbecillità».

Nanni Moretti (giugno 1984): «I suoi film sembrano dei temi di liceo. (…) Per attorcigliarsi intorno al proprio ombelico e pretendere di farne, come pretende Moretti, un’opera, bisogna avere l’ombelico, e anche piuttosto grosso come Proust o come Bergman, sennò si fa solo dell’onanismo». Nel libro di Fini ci sono anche altri protagonisti inaffondabili. Al lettore il piacere di scoprirli.

In edicola domani, Panorama parla di un libro di diciotto anni fa, contenente articoli scritti da Fini tra i ventinove e i diciotto anni fa. Stretta attualità, dunque.

Ricordo che, nel luglio 2000, la Marsilio Editori (sul sito scrivono: “pur mantenendo inalterate identità e piena indipendenza nelle scelte editoriali, economiche e manageriali”. Ci crediamo?) è diventata una società partecipata del gruppo RCS Libri.

La mia interpretazione è che il regime italiano non sa più come attaccare Beppe Grillo, e ogni occasione è buona: anche riportare il pensiero ormai datato di un giornalista, che il regime tradizionalmente tiene ai margini dei mezzi di grande comunicazione (vi ricordate del “Cyrano”, trasmissione televisiva mai andata in onda perché Massimo Fini la usava per attaccare i politici?).

Mi sembra un’operazione discutibile, tanto più che Massimo Fini e Beppe Grillo oggi collaborano, come potete verificare seguendo il link fornito.

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