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di Giancarlo Nicoli

Nei giorni scorsi mi sono occupato un paio di volte di OpenX, la piattaforma software per la gestione degli spazi pubblicitari online, gratuita, distribuita sotto licenza GPL.

A partire dal 18 gennaio di quest’anno, OpenX ha messo a disposizione di una ristretta cerchia di editori la versione “hosted” del proprio programma. In breve, ciò significa che gli editori avranno la possibilità di usare OpenX senza necessità di scaricare il software per poi installarlo sul proprio server. Ciò è particolarmente utile per i piccoli editori (come Artifex!) che non hanno il tempo, il denaro, la possibilità di gestire tale versione – e che preferirebbero di gran lunga poter usare una versione ospitata sui server di OpenX, cui sarebbero demandate gestione e manutenzione.

È chiaro che lo sforzo, da parte di OpenX, è enorme: ci sono più siti web che usano OpenX di tutti gli altri servizi ad server messi insieme! Se anche una piccola parte della comunità di utilizzatori scegliessero – tutti insieme – la versione “ospitata”, il risultato sarebbe la lavorazione di miliardi di banner pubblicitari ogni giorno.

La pianificazione di questa versione “ospitata” è durata mesi.

Come si diceva, a partire dal 18 gennaio, è iniziata la fase di sperimentazione del servizio OpenX da remoto.

Sono molto lieto di annunciare che la casa editrice Artifex, che – oltre al questo sito – gestisce il più importante sito italiano dedicato all’ex libris, è stata invitata a prender parte al beta testing.

La fase di sperimentazione del software è chiamata “OpenX hosted beta programme”. Per quanto sia in beta (per “beta” si intende una versione del programma non disponibile per tutti, che può avere qualche difetto anche grave che ne rende impossibile la diffusione generalizzata) in realtà la piattaforma è molto stabile. OpenX si aspetta un’efficienza, nella distribuzione dei banner pubblicitari, molto elevata. In questa fase, le interruzioni di servizio possono essere frequenti – per quanto di breve durata.

Ciò che l’azienda si aspetta in cambio, dagli editori, è tanto feedback. Gli editori sono invitati a riferire la scoperta di eventuali bachi informatici; le eventuali difficoltà nell’uso del software; idee e suggerimenti sul modo in cui è possibile migliorare il servizio.

L’invito è giunto due giorni fa, il 16 maggio.

La prima impressione è buona. Il pannello di controllo è “pulito” e ordinato. È abbastanza intuitivo da usare. Trovo una notevole differenza rispetto al pannello di controllo nel quale mi ero imbattuto quando avevo installato la versione scaricabile. In meno di due ore sono stato in grado di configurare due spazi pubblicitari: uno è su questo sito, quello posizionato sulla colonna di sinistra, in alto (in formato 200×200 pixel). Per quanto, al momento, compaia esclusivamente la pubblicità di Google AdSense, il server che distribuisce i banner è quello di OpenX.
L’altro è il leader board (formato 728×90 pixel) che compare in alto sulla home page del sito Artifex. OpenX gestisce lo spazio pubblicitario della home page corrente e di tutte le home page in archivio (un esempio dell’archivio è qui).

Vorrei entrare nel dettaglio per quanto riguarda l’uso di OpenX con WordPress (WP).

OpenX prevede che siano definiti:

  • gli inserzionisti;
  • le campagne pubblicitarie;
  • i siti web;
  • le “zone” pubblicitarie.

Come si fa a partire? Quale primo passo è necessario registrare gli inserzionisti. Io, per il momento, ne ho uno solo, e da quello sono partito. Ho pertanto registrato l’inserzionista “AdSense per Scoprire.biz” (è possibile avere più di una campagna per ciascun inserzionista, ma nel mio caso questo non succede).
Il passo successivo è registrare il sito. Nel mio caso, http://www.scoprire.biz.
Poi, è necessario definire le “zone” in cui vogliamo far comparire i banner. Per iniziare, ho definito una zona soltanto, “Quadrato 200×200 in alto barra di sinistra”.

A questo punto possiamo abbinare l’inserzionista (che nel mio caso ha un’unica campagna, per cui inserzionista = campagna) alla zona. Con pochi click, intuitivi, arriviamo ad ottenere il codice.

Il codice è diviso in due parti. Una prima parte va inserita nel template di WordPress. L’operazione è semplice, è sufficiente andare nel pannello di controllo, selezionare “design”, poi “theme editor”, scegliere di modificare l’header e inserire la prima parte del codice prima dell’istruzione </head>.
Fatto questo, sempre dal pannello di controllo di WP, si va su “design”, poi “widgets”. Si seleziona la colonna in cui inserire la widget (per chi ha temi con più di una colonna laterale) e poi si inserisce una widget di testo. Quale contenuto si inserisce la seconda parte del codice OpenX, ottenuta in precedenza. Si modifica il titolo alla widget (la si rinomina, semplicemente, “pubblicità”!) ed è fatta!

I più smaliziati potranno visualizzare il codice sorgente di questa pagina (operazione facile per chi usa il browser Firefox) e verificare la presenza delle linee di codice.

Posso dire che, per il momento, tutto funziona a meraviglia e sono molto soddisfatto.


P.S. Scoprire.biz non ha ricevuto e non riceve compensi dalle aziende citate in questo articolo. I link sono stati verificati e risultano funzionanti al momento della pubblicazione del presente articolo.

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