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di Giancarlo Nicoli

Nell’articolo precendente, intitolato “La febbre del vino“, ho descritto come ho selezionato e poi acquistato il libro di cui oggi inizierò a parlare.

Sono in tutto 910 pagine e a oggi sono arrivato alla pagina 106.

Penso che sia un libro ben scritto. Lo stile è semplice ma non noioso, chiaro, diretto. Il contenuto è utile per chi, come me, non sa nulla di vino e del bagaglio di conoscenze necessario per avvicinarsi al bere vino consapevolmente.

Come ho già scritto, è chiaro che non posso (né voglio) ricopiare parola per parola tutto il libro; ciò che desidero è invece condividere la mia scoperta del libro, man mano che lo leggo.

“Scoperta” che inizia adesso…

…per esempio: se provate ad agitare il bicchiere di vino, una parte del liquido aderisce ai bordi e poi scende , più o meno lentamente. In inglese questo velo di vino è soprannominato “legs”, cioè “gambe”.

Per alcuni, un vino che abbia belle “gambe” sarebbe un vino “buono”, di sapore pieno.

Secondo l’autrice del libro, invece, tale fenomeno – legato a complessi fenomeni chimici e fisici – non avrebbe alcuna relazione con la qualità del vino. In altre parole: agitare il bicchiere e guardare come torna in basso l’alone di vino che si è creato, non serve a nulla.

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