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di Giancarlo Nicoli

Il regime in cui viviamo è famigerato per la sua capacità di comprare, cooptare, corrompere o annientare (annientare, s’intende, chi non s’è fatto comprare) chi lo minaccia.

Fino ad oggi, per “strozzare nella culla” i mezzi d’informazione critici nei confronti del regime, era sufficiente la cosiddetta “congiura del silenzio”: di una cosa scomoda era sufficiente non parlare. Se nessuno sa che c’è un dato giornale ostile al regime, tale giornale è destinato a morire d’inedia, senza lettori. Nessuno sa che c’è!

Beppe Grillo usa invece la rete. Il passa parola funziona, inoltre il costo di mantenimento di un sito internet non è nemmeno paragonabile (in quanto molto più basso) a quanto costa mantenere in vita un giornale – sia esso quotidiano o settimanale.

Per togliere pubblico a Beppe Grillo si son tentate alcune strade. Tra esse:

  • la diffamazione: vi ricorderete certamente come e quanto si sia scavato nel passato di Beppe Grillo, alla ricerca di episodi – veri o presunti – che potessero metterlo in cattiva luce agli occhi di quella che comunemente chiamiamo “opinione pubblica”;
  • il silenzio: sia il V1-Day che il V2-day sono stati (e saranno) coperti dal silenzio. Insomma: piazze piene, centinaia di migliaia di firme raccolte in un giorno solo per tre referendum… e attenzione minima da parte dei mezzi di comunicazione. Se pensate che per l’episodio di flatulenza di un ministro si realizzano servizi al TG della sera, il paragone è rivelatore.

E’ evidente che il regime sta perdendo la sfida, perché la rete consente a Beppe Grillo di saltare tutti gli intermediari dell’informazione. Se un TG o un giornale la sparano grossa contro Grillo, noi possiamo andare direttamente alla fonte, a controllare. Qualche anno fa, questo controllo non sarebbe stato possibile.

E’ chiaro che il “sistema” dei partiti, questo nostro regime in cui viviamo, non può andare avanti così. Le tattiche abituali, che nel passato hanno sempre funzionato, ora invece non funzionano più. La mia domanda, preoccupata, è questa: che cosa faranno per fermare Beppe Grillo?

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