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Felicità

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di Giancarlo Nicoli

A proposito delle persone che hanno la sindrome di Down. Pietro, che troverete citato di seguito, ha la sindrome di Down.

Domenico Coviello (su “Noi”, ottobre 2017, pag. 33):

La felicità dell’uomo è intimamente legata alla percezione di sentirsi utili e sentirsi amati.

(…)

Vorrei concludere con quanto Elena, la mamma di Pietro ci racconta: «Perché diciamo che le persone con sindrome di Down sono speciali? È un modo per dire c’è un problema ma lo nascondiamo con questa parola “speciale”? Pietro è speciale perché mi insegna ogni giorno cosa vuol dire voler bene. Il suo modo di voler bene ha qualcosa di così speciale che lo definirei sacro. Perché? Perché fa sentire uniche le persone che ha intorno. Non parla bene, non fa nulla di particolare, ma ti guarda, ti abbraccia, ti aspetta quando torni dal lavoro. E io imparo piano piano questo modo semplice e sacro di volerci bene. La seconda cosa speciale è che non ha paura del suo limite, non si ferma, trova strategie; noi spesso ci blocchiamo al “non sono capace”, non fa per me, ci si ferma all’inizio della scalata e ci perdiamo la vetta. Lui prova, la vetta si può raggiungere in tanti modi, lui trova il suo, si fa aiutare, si prende il tempo che serve, qual è il problema? Che ricchezza per noi la vita con lui!».

I mercati finanziari nel 2018: un tentativo di previsione.

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di Giancarlo Nicoli

Come si comporteranno i mercati finanziari nel 2018? Nessuno è in grado di rispondere a questa domanda. Però mi piacerebbe azzardare qualche previsione.

Ritengo probabile che l’inflazione salirà, più o meno gradualmente, da qui a due, forse tre anni. Penso che su questo siamo d’accordo tutti. Le banche centrali più importanti stanno tutte stampando moneta: ECB, FED, BOJ, BOE PBOC… (le sigle indicano le banche centrali rispettivamente di: Area Euro, Stati Uniti d’America, Giappone, Gran Bretagna, Cina)

In risposta all’inflazione, anche i tassi d’interesse sono destinati a salire. Beh, in questo momento sono a zero o quasi zero o sotto zero in buona parte del mondo. Pensavo che a meno di zero non potessero andare, e invece… Quindi non possono che salire.

Dove mettere i propri soldini?

  1. non ne ho la più pallida idea;
  2. per quanto si sia in un ambiente economico caratterizzato da deflazione (deflazione di beni e servizi, invece abbiamo inflazione di investimenti: case, azioni, obbligazioni), l’inflazione è dietro l’angolo: le banche centrali hanno stampato e stanno stampando tantissima moneta;
  3. nessuno è in grado di prevedere il futuro;
  4. reputo opportuno mantenere liquida una parte dei propri risparmi. Cash;
  5. l’oro resterà un bene-rifugio. Chi può (intendo chi può non solo dal punto di vista di potersi permettere l’acquisto d’oro, quanto anche il potersene permettere la custodia) è bene che prenda in considerazione l’acquisto diretto del cosiddetto oro fisico. Comprare monete d’oro sonante, oppure lingotti.
    Si possono comprare azioni di aziende aurifere e certificati che garantiscono la presenza di oro fisico custodito in caveau.
  6. alla larga dalle obbligazioni, specialmente quelle che scadono in un futuro lontano: se i tassi si alzano, il prezzo scende e si porta a casa una perdita rilevante.
  7. la maggior parte delle azioni è cara. Non è il momento di investire in Borsa.

Altri pensieri

Se ne avete l’età e la possibilità: investite su voi stessi: investite in istruzione (corsi di aggiornamento, corsi di lingue, corsi professionali…) e investite nella vostra attività (commerciale o produttiva o di servizi), in modo da farvi trovare pronti nel momento in cui arriverà la prossima crisi (perché non c’è dubbio che una prossima crisi arriverà).

Recensione di: Alma Resort – Castidias, Sardegna, Italia.

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di Giancarlo Nicoli

Ho pubblicato su Tripadvisor una recensione sulla struttura “Alma Resort“:

Aurea mediocrità a prezzi di lusso

Siamo stati qui dal 2 al 9 settembre, in una vacanza completamente organizzata da Alpitur: viaggio aereo, trasferimento da e verso l’aeroporto, soggiorno. Siamo in cinque (due adulti e tre bambini) e per una settimana ho speso circa 4.900 euro, suddivisi tra: soggiorno, viaggio aereo fornito da Alpitur (abbiamo viaggiato con Meridiana), trasferimento da e verso l’aeroporto con navetta, tessera club obbligatoria, consumazioni extra bar, extra per rimanere in camera fino alle 16.30 il giorno della partenza: avevamo l’aereo Meridiana alle 23.00 circa da Cagliari.

Ai tempi della prenotazione (gennaio/febbraio 2017) cercavamo un posto in Costa Rei. Immaginate la nostra sorpresa all’arrivo in spiaggia quando ci siamo trovati in Cala Sinzias, molto bella per carità, ma non è la Costa Rei, che si trova qualche chilometro più a nord. Il sito Alpitur, ancora stasera 8 ottobre 2017, data di stesura della presente recensione, scrive “Alpiclub Alma Resort – Sardegna Costa Rei” – ho acquisito la schermata dal PC e la allego alla recensione.

Il 2 settembre le cose iniziano male subito: la partenza del volo Meridiana da Malpensa a Cagliari, previsto alle 6.55 del mattino, ritarda e parte dopo le 8.10. Arriviamo quindi a Cagliari, e di conseguenza al villaggio, con un’ora e mezza di ritardo. Arriviamo alle 11.30 al villaggio e… la nostra camera NON è pronta! Ribadisco pacchetto completo acquistato da Alpitur: questi sapevano che saremmo arrivati alle 10.00, non per conto nostro, ma con loro! E alle 11.30 niente camera!
Non c’era una camera di cortesia nella quale cambiare gli abiti da mezza stagione di noi lombardi, per indossare costume e maglietta più adatti al clima sardo: ci siamo dovuti cambiare un po’ nel giardino nei pressi della piscina e un po’ nelle toilette lì accanto, che sono appunto al servizio della piscina.

Al nostro arrivo, in ricezione, abbiamo pagato la tessera club obbligatoria, 40,00 euro a testa. Sapevo che c’era, avevo letto le condizioni, quindi niente da eccepire. Tuttavia mi domando, e vi rigiro: siamo nel 2017, ha ancora senso inserire la tessera club e calcolarne il costo a parte, così da abbassare il prezzo che compare sui listini? Mi sembra una furbizia che fa tanto secolo scorso…
Sempre in ricezione, all’arrivo, ci dicono che per avere gli asciugamani da spiaggia bisogna lasciare una cauzione di 20,00 euro per ciascun telo mare. Teli mare consumati e anche, in una occasione, bucati (vedere foto allegata). Ci dicono che è previsto un solo cambio a settimana!!!!! Hahaha!!!! Un quattro stelle questo? Ma li avete visti i quattro stelle? A luglio (di quest’anno) siamo andati in un quattro stelle in cui ci cambiavano il telo mare ogni volta che mettevamo piede in spiaggia — senza alcuna cauzione ovviamente.

Villaggio grazioso, edifici inseriti in modo armonico nell’ambiente circostante; giardino curatissimo. La nostra camera era spaziosa a sufficienza per cinque, lontana dal pianobar. Pulizia buona, non abbiamo avuto problemi né di umidità né di insetti, come invece ho letto altri recensori hanno avuto.

Sala ristorazione piccola: ricordo che eravamo a settembre, quindi lontani dal tutto esaurito, eppure girare tra i tavoli era un’impresa; sedersi al tavolo comportava che per scostare la sedia, il vicino doveva restare seduto raccolto, altrimenti ci si sarebbe toccati – alle volte per sedermi dovevo chiedere permesso e il vicino si doveva scostare.

Piscina piccola. A me è piaciuta moltissimo perché ha una zona poco profonda per bambini e la zona per adulti ha una profondità massima di 1,60 m – mi piace poter toccare sempre il fondo, anche se so nuotare, in modo anche da poter intervenire in caso di necessità dei figli, anche se sanno nuotare benissimo, anche se c’è il bagnino…
Le toilette della piscina a metà settimana sono rimaste senza sapone, e senza sapone sono rimaste per tutto il resto del soggiorno.

Presenza vespe. Qualche recensore ha parlato di api. Magari fossero api, le api sono molto più caute e pungono solo in caso di estremo pericolo per l’alveare, mentre le vespe attaccano con maggiore facilità. Le vespe giravano per i tavoli, contaminavano il cibo, ci annegavano dentro, presidiavano le docce della piscina… Le abbiamo trovate molto, molto fastidiose e mi sono domandato per quale motivo non vengano fatte disinfestazioni periodiche.

A propostito di cibo.
Non c’è servizio al tavolo. Mai. Né a colazione, né a pranzo, né a cena. Il caffè o il cappuccio della colazione bisogna andarli a prendere al banco bar della ristorazione. Quattro stelle?
Assortimento del buffet della colazione nel complesso accettabile, non però da quattro stelle. Migliorabile la qualità delle uova strapazzate e del bacon. Per quanto riguarda i soliti prosciutto crudo e formaggio “in cassetta”, e il salame, non ci siamo. E’ cibo di qualità che sarebbe inaccettabile anche in un tre stelle. Ho frequentato alberghi tre stelle che offrono colazioni migliori di questa.

Gli antipasti erano quattro o cinque in tutto, sparsi nelle tre isole presenti, assortiti, ma pur sempre le stesse quattro o cinque cose ripetute.
Molto bravi e professionali il barista della prima colazione e il giovane arabo del reparto griglia. La cameriera Stefania è dappertutto e sembra che lavori per due. Gli altri, direi normali.

Talvolta lunga fila al buffet dei primi, o perché mancano le stoviglie o perché mancano i cibi e chi è arrivato al banco attende la pietanza desiderata e mancante e blocca tutti quanti.

Il buffet dei secondi è più ampio e non ho mai trovato file. Ho invece trovato vespe nell’olio o nei condimenti, morte annegate nei vassoi dei secondi.

Reparto dolci tra discreto e buono. A dimostrazione che gli spazi sono ristretti (come dicevo prima a proposito dei tavoli molto vicini) i dolci sono proposti sotto un gazebo esposto al sole di mezzogiorno e visitato dalle vespe.

Età media del personale molto bassa. Di mezza età ho notato il barista delle colazioni, il cuoco dei primi e un’altra persona di cui non ho capito il ruolo (forse un riparatore aggiustatutto?). Per il resto, camerieri tutti molto giovani, baristi giovani, in ricezione giovani.
In ricezione ci vuole qualcuno con un po’ di grigio sulle tempie, esperto, rotto a ogni esperienza, in grado di prendere rapide decisioni, dotato dell’autonomia necessaria: avevo chiesto qualche appendiabiti in più, perché in camera erano proprio contati: non sono mai arrivati. Che cosa ci voleva a mandare in paese qualcuno a comprare una decina di appendiabiti…
Perché abbiamo atteso tre/quatto ore che fosse pronta la camera?

Spiaggia bella, ampia, ombrelloni non proprio distanziati, comunque nemmeno appiccicati tra loro come in Liguria… Per farsi perdonare l’episodio della stanza non pronta al nostro arrivo, ci hanno dato un ombrellone in seconda fila (le prime tre file sono disponibili dietro pagamento di un extra) senza sovrapprezzo. La spiaggia è in sabbia, ma non molto fine: non trattiene l’acqua per capillarità, quindi i castelli di sabbia e quant’altro non vengono bene.
Pulita e ben curata dai bagnini.
Mare stupendo — questo non ve l’aspettavate, vero? ;-)
Bambini felici in acqua. Il mio maschio si rifiutava di bagnarsi in Adriatico, sulla riviera romagnola, qui è rimasto conquistato dalla cristallinità dell’acqua e dalla possibilità di osservare i pesci (in apnea, con la maschera) e al settimo cielo quando è riuscito in una mattina a vedere tre-quattro specie diverse così a ridosso della riva.

Spiaggia piena di vuccumprà. A decine battono estensivamente la zona. Alcuni sono molesti e scocciano. Un paio mi sembra di averli visti in zona tutta la settimana, i più si spostano di spiaggia in spiaggia. Altri hanno negozi mobili e passano un giorno a settimana a rotazione. C’è da dire che le clienti non mancano: inutile lamentarsi della loro presenza se poi si compra da loro.

C’è spesso vento, anche forte. Di giorno può disturbare un po’. La sera è bene avere con sè una felpa o un giubbino perché esso fa abbassare la temperatura.

Gli animatori sono in gamba, fanno miracoli con le povere cose messe a loro disposizione. Un saluto a Michele, Federica, Tiziana, Cinzia (che è bellissima e secondo me ha un futuro nel cinema o in TV).

Saluti e apprezzamenti a Daniela del bar, David, Andrea (che è una donna), Christian, l’uomo del bar della colazione (del quale mi scuso non ho afferrato il nome).

Sono a disposizione escursioni a pagamento, se ne occupa Valentina. Ne abbiamo acquistata una, siamo stati benissimo con Giuseppe, che ci ha mostrato la Costa Rei, lo scoglio di Peppino, Cala Pira, l’isola Serpentara, Villasimius.

L’ultimo giorno ho dovuto pagare 50,00 euro per poter rimanere in camera fino alle 16.30. Poi siamo rimasti nella zona del bar, all’ombra, fino alle 18.30, quando è arrivata la navetta che ci avrebbe portati all’aeroporto di Cagliari. Ma l’aereo alle 23.00 ce l’hanno dato loro!
Aereo che poi è partito con un ritardo di un’ora e mezza, e mi hanno pure perso una valigia, che a un mese di distanza non mi è ancora stata riconsegnata!

Siamo venuti a sapere che Meridiana ha avuto ritardi da e per Cagliari durante tutta la stagione turistica.

In questo villaggio sono stati tutti gentili e cortesi, ma non è che si possa sopperire alle varie mancanze semplicemente con la gentilezza e la cortesia.

Ho letto un’abbondanza di lodi sperticate nelle recensioni. Noi ci siamo trovati abbastanza bene, ma niente di più. Siamo venuti a settembre e abbiamo pagato una cifra elevata, per avere in cambio… teli mare con cauzione di 20 euro e un solo cambio in tutto il soggiorno? Le vespe? Gli spazi ristretti? Eccetera eccetera, non è il caso di scrivere la recensione due volte.

Non metto in dubbio che dal punto di vista formale, relativo al rispetto dei capitolati previsti, questo sia un quattro stelle. Dal mio punto di vista, tenendo conto di tutto quanto sopra, mi sono sentito ospite a caro prezzo di una struttura da tre stelle in un posto che si affaccia su una spiaggia che non era quella pubblicizzata.

Consiglio sulle camere: Stanze lontane dal piano bar per poter riposare; al primo piano per avere meno insetti e meno umidità

Alpitur Alma Resort Costa Rei - invece è Cala Sinzias

Alpitur Alma Resort Costa Rei – invece è Cala Sinzias

Alma Resort - telo mare liso e bucato

Alma Resort – telo mare liso e bucato

 

*****

N.B. Nel frattempo, la valigia è stata ritrovata e ce la siamo andata a riprendere all’aeroporto di Linate.

Dopodiché.

Son quattro anni che andiamo in ferie in Sardegna. La prima volta, ormai circa dieci anni fa, in un villaggio tre stelle: gli ultimi tre anni, in villaggi quattro stelle.

Mai una volta che si sia trovato un posto all’altezza: uno delle quattro stelle, due del prezzo pagato.

L’anno prossimo cambieremo regione.

Capitalismo. Quale capitalismo?

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di Giancarlo Nicoli

Evil Diaries: Gold has perked up

Finally, it is often currently said that capitalism is dead. But how would those so claiming know? After all we have not had capitalism in this country for many many years. Capitalism means using your own capital and judging what is sensible as you go. However, in this country, the state (as commanded by the EU) has long determined the legal framework of work. It’s not capitalism that should be criticised but state intervention and the failure of the state to recognise its failure.

 

Fotografie di Fenegrò

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di Giancarlo Nicoli

Fenegrò è il mio paese.

Navigavo spensieratamente via Internet, ho visitato il sito di Fenegrò su Wikipedia. Mi sono accorto che non c’erano sono fotografie.

Allora ne ho scattate un po’ con l’obbiettivo di condividerle.

Attenzione, le fotografie pubblicate su questo post sono © Giancarlo Nicoli, che sono poi io. Vieto qualsiasi uso, commerciale e no. Tuttavia, consento l’uso gratuito a scopo non commerciale a Wikipedia e Wikivoyage.

Cliccando su ogni foto si può visualizzare l’immagine in formato nativo, che è più grande di come la vedete impaginata.

Le fotografie sono state scattate in stagioni diverse.

Appena possibile ne scatterò altre.

Il municipio di Fenegrò, visto da via Colombo.

Il municipio di Fenegrò, visto dall’ingresso principale di via Colombo.

 

The government is the problem, not the solution.

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di Giancarlo Nicoli

The government is the problem, not the solution.

Il governo è il problema, non la soluzione.

La posta di Mister No

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di Giancarlo Nicoli

Sergio Bonelli, indimenticato editore e sceneggiatore, teneva una rubrica di posta – tra le altre – anche sugli albi mensili di Mister No.

Serie di Mister No che a me, negli anni della sua uscita regolare in edicola, non diceva nulla. Ho riscoperto questo personaggio nella ristampa delle Edizioni If. La ristampa è integrale, anche se gli albi contengono due numeri di Mister No per volta; contiene anche la rubrica della posta, che – per quanto datata – a me risulta interessante e piace. Sergio Bonelli scriveva proprio bene. Sapeva tenere compagnia.

In tempi recenti, mi riferisco al numero 120 della ristampa (aprile 2017, contenente i numeri 239 e 240, apparsi rispettivamente nell’aprile e nel maggio 1995), ho letto il saluto di Bonelli a un artista da lui molto amato. E’ un addio accorato, sentito, struggente… Mi è piaciuto così tanto, che ho pensato di ricopiarlo integralmente e riproporvelo.

Apparso su Mister No n. 240, maggio 1995, ristampato su Mister No riedizione, n. 120, aprile 2017.

La posta di Mister No

Dubbi, curiosità e domande varie al Direttore

Cari amici che mi chiedete di tornare a sceneggiare qualche nuovo episodio di Mister No, stavolta voglio rivolgere proprio a voi un pensiero particolare. Finora ho dovuto deludere le vostre aspettative, dal momento che la nuova realtà della Casa editrice, con le sue mille e sempre più complicate attività, mi obbliga a indirizzare le mie energie verso settori che, ahimè, non hanno mai riscosso la mia simpatia: l’amministrazione, la distribuzione, la stampa, l’approvvigionamento della carta, la ricerca di giovani collaboratori che spero diventino i maestri di domani… Mi auguro comunque di aver modo, prima o poi, di sedermi nuovamente sulla mia poltrona preferita, tenendo a portata di mano una mappa dell’Amazzonia, e di cominciare a scrivere mentre l’impianto stereo mi rilassa e, nello stesso tempo, mi stimola, grazie alle note delle decine e decine di dischi brasiliani che ho raccolto in tanti anni. Molte di quelle note, però, mi sembrano più tristi, perché oggi sento di aver perso una specie di nume tutelare, il mio compagno ideale nell’ideazione di tante vicende amazzoniche: pochi mesi fa, infatti, è morto Antonio Carlos Jobim (ma tutti lo chiamavano Tom), il compositore brasiliano considerato il padre della bossa nova, cui si devono le irresistibili melodie di piccoli capolavori come Desafinado, Samba de uma nota so, Aguas de maro e Garota de Ipanema. Nel nostro Paese, dove tutti fischiettavano i suoi motivi ma solo pochi sapevano chi ne fosse l’autore, la sua scomparsa è passata quasi inosservata; in Brasile, invece, ha suscitato un autentico lutto nazionale e dimostrazioni collettive di dolore, non meno imponenti di quelle seguite alla morte del pilota Ayrton Senna. Ne è un esempio la copertina (la vedete riprodotta qui sotto) [qui Giancarlo: la vedete riprodotta nella pagina originale, qui non c’è] che Veja, il più popolare tra i settimanali brasiliani, ha dedicato a Jobim, definendolo con un termine che gli calza a pennello: “il Maestro”. Anche se purtroppo non ho mai avuto l’onore di conoscerlo di persona, negli ultimi vent’anni, praticamente da quando questa collana ha visto la luce, ho sempre trovato un insuperabile supporto nella sua musica: quella musica che, contrariamente a quanto succede nei film, è sempre assente, purtroppo, dagli albi a fumetti! Nonostante tutto, però, io non ho mai smesso di attribuire una colonna sonora che potevo udire solo io alle mie storie misternoiane, sia nelle sequenze in cui il romantico Jerry esplicitamente ballava, cantava o entrava in un locale dove qualcuno suonava una chitarra, sia nelle spettacolari, emozionanti immagini in cui la penna dei nostri disegnatori illustrava la panoramica del grande fiume che sembra scorrere verso l’infinito, le spiagge dorate lambite dall’oceano, la babelica animazione di un mercato… E proprio per creare una atmosfera in grado di descrivere al meglio il “mio” Brasile, avevo preso l’abitudine di ascoltare tantissima musica, attingendo a una montagna di Lp, musicassette e CD, tra i quali non mancava nessuno degli artisti a me cari. La musica che più m’incoraggiava era comunque quella di Antonio Carlos Jobim: anche se di lui resteranno ovviamente tutte le incisioni, sapere che non è più tra noi crea in me l’impressione di un vuoto senza fine, la consapevolezza che qualcosa si è fermato per sempre. Insomma, mi mancherai davvero molto, caro, indimenticabile Tom, e ti rimpiangerò, così come ancor oggi rimpiango un tuo vecchio amico, “il Poeta” Vinicius De Moraes. Addio, dunque, ma soprattutto… grazie!

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